Intermediazione bancaria dal blog di Tiziana Luce Scarlino

Tiziana Luce Scarlino è professionista nel settore degli autotrasporti, già autrice di una serie di contributi a pubblicazioni sul web, ed è anche una grande esperta di finanza e banche. Per questo motivo, è molto utile la sua guida sull’intermediazione bancaria. Bisogna prima di tutto ricordare che l’articolo 10 del Testo Unico Bancario, nel decreto legislativo numero 385 del 1 settembre 1993 e successive modifiche, definisce l’attività bancaria come “l’esercizio congiunto dell’attività di raccolta di risparmio tra il pubblico e dell’attività di concessione del credito”. L’attività di raccolta del risparmio a favore del pubblico è una caratteristica peculiare delle banche e si spiega come “l’acquisizione di fondi con l’obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma”. In conformità con le direttive previste nell’ordinamento europeo, ricorda ancora Tiziana Luce Scarlino, le banche possono svolgere anche altre attività finanziarie, oltre a quella puramente bancaria, ad eccezione di quelle sottoposte alle riserve, secondo quanto previsto dalla legge. 

L’attività di intermediazione bancaria è di natura passiva. Infatti, I fondi depositati dai clienti devono essere rimborsati e i clienti stessi possono usare le somme depositate, secondo la tipologia dei conto correnti, per poter svolgere pagamenti (tecnicamente chiamate transazioni), attraverso diversi strumenti di pagamento, come: il bonifico, l’assegno, i bancomat o le altre carte di debito. I depositi rappresentano sicuramente la presenza materialmente più consistente rintracciabile all’interno di una banca; per questo motivo, le banche rivestono una funzione importante nel diffondere la politica monetaria dalla banca centrale all’intera economia mondiale. 

L’attività di intermediazione bancaria si realizza attraverso la raccolta di fondi e l’emissione di obbligazioni. Queste ultime rappresentano una sorta di promessa di rimborso delle somme depositate, in un periodo di tempo stabilito e assicurando un certo rendimento. Inoltre, l’attività di intermediazione di una banca consiste ancora nel conservare una parte di fondi raccolti, conservandoli sotto forma di cassa, al fine di soddisfare le necessità dei clienti ed effettuando investimenti, mediante prestiti e acquisto di titoli. Quest’ultimo aspetto è stato approfondito anche dall’imprenditore Gianluigi Rosafio, che ha collaborato alla stesura della guida. Inoltre, la raccolta dei fondi e la realizzazione degli investimenti possono essere effettuati anche presso soggetti esteri (in questo caso, si parla di “attività e passività sull’estero”), mentre nei sistemi bancari moderni, le banche possono effettuare acquisti e vendita dei fondi mediante il mercato interbancario, dunque tra banche stesse. La più importante attività di intermediazione svolta dalle banche si concretizza grazie al trasferimento della moneta dai soggetti che ne sono in possesso a quelli che, invece, non ne dispongono in adeguata quantità, vestendo i panni di controparte per ciascuno di essi. 

Questa funzione di intermediazione si esercita attivando la raccolta dei fondi dai risparmiatori e, poi, concedendo prestiti ad imprese e famiglie, per realizzare le loro esigenze di consumo ed investimento. L’attività di intermediazione bancaria consente di al risparmiatore di limitare i costi di raccolta delle informazioni, di valutazione e di controllo. Ancora, grazie all’attività di intermediazione bancaria, qualora un soggetto proceda con la richiesta di un prestito (tecnicamente chiamato “fido”) e gode di un deposito presso la banca, quest’ultima beneficia di una corsia preferenziale nell’acquisizione di informazioni sul “merito di credito dell’impresa”, potendo esaminare i movimenti del conto corrente. Subito dopo la concessione del fido, la relazione di credito tra banca e cliente (definito tecnicamente affidato), conoscerà un’evoluzione, permettendo di reperire nuove informazioni, che potranno essere utilizzate dalla banca per il rinnovo o la concessione di altri fidi. L’attività di intermediazione bancaria ha implicazione positive anche per le imprese, qualora queste ultime presentino difficoltà a fare il loro ingresso nei mercati finanziari. Contando, infatti, su un’attività di intermediazione bancaria, le imprese hanno un accesso semplificato per il conseguimento finanziamenti da parte delle banche stesse, proprio perché queste ultime godono di un importante dossier di informazioni, che nasce dalla relazione diretta con i diversi clienti.